MuCa, il nuovo museo della cantieristica navale

 
Lo scorso 17 giugno 2017 è stato inaugurato MuCa, il Museo della Cantieristica di Monfalcone, che ha sede al pianterreno dell’ex Albergo operai del Villaggio di Panzano, la “company town” sorta attorno al cantiere navale su iniziativa dei primi proprietari, i Cosulich. Il Museo, progettato dallo Studio Claudio Nardi di Firenze e realizzato da un raggruppamento d’imprese specializzate coordinato da Corvallis SpA - che oltre ad alcuni exhibit particolarmente complessi quali la ricostruzione in 3D del cantiere negli anni ‘20 ed il perduto Teatro di Panzano, ha curato direttamente anche la realizzazione del sito web e dell’APP - racconta la storia del cantiere e della città attraverso un percorso espositivo articolato in sezioni. Unico museo italiano specificamente dedicato alla cantieristica e al suo impatto sul territorio, il MuCa rappresenta un’assoluta novità nel panorama museale nazionale. Affronta, attraverso testimonianze e documenti, oltre un secolo di storia, utilizzando un linguaggio contemporaneo e servendosi delle più moderne tecnologie multimediali.
 
Il progetto “Polo museale della cantieristica navale di Monfalcone” viene realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, con Fondi POR FESR 2007/2013 Attività 2.1.a “Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale” Linea di intervento “Valorizzazione del patrimonio culturale” (ora transitati nel PAC FVG Piano di Azione e Coesione del FVG - Linea di intervento 7.1.a.1 Archeologia industriale).
Un luogo che vive nella memoria di un importante edificio inserito in un più ampio contesto, studiato, adeguato ad accogliere i nuovi visitatori, un excursus sul cantiere navale e sui risvolti sociologici che questa attività ha creato e crea sul territorio. Questo sarà il Museo della Cantieristica, un luogo dove il visitatore sarà coinvolto in maniera emozionale, percettiva, uditiva.
Un intervento “leggero” nelle parti più rappresentative dell' Ex Albergo operai e del Museo della Cantieristica; uno più accentuato, con colori e giochi di luce nelle altre: solo tre colori (rosso, bianco e nero) e materiali che rimandano alle lamiere nella costruzione delle navi.
 
Al tempo stesso un intervento complesso in uno spazio che ci viene consegnato già così ben definito sotto tutti i punti di vista, quasi un intervento composto da numerosi ‘gesti’ che si interfacciano con la preesistenza.
Un luogo fruibile da tutti e studiato per tutti, uno spazio flessibile con aree dedicate alla tecnologia e alla multimedialità, altre all’esposizione delle importanti tele di Timmel, dei numerosi oggetti già conservati negli archivi e dei modelli preziosi esposti in teche di cristallo o in altri sistemi di allestimento mutevoli nella sala dedicata alle esposizioni temporanee.
Un grande atrio segna l’ingresso del Museo; il visitatore entra poi nella bianca e luminosa corte interna, caratterizzata da un imponente doppio colonnato, quasi plastico per la sua perfezione. All'interno di questo spazio d'accoglienza si trovano schermi, immagini e bacheche.
 
Un percorso consigliato conduce alla visita del Museo; un altro, in parallelo, porta alla visita dell’edificio stesso e alla scoperta della sua funzione originaria di Albergo per gli operai.
Un susseguirsi di corridoi e spazi in penombra, passaggi fra lamiere, scintillii, suoni e rumori ‘provenienti dal cantiere’ fanno vivere un’esperienza quasi reale.
Poi di nuovo la luce, in uno spazio che troviamo già con la sua struttura architettonica in evidenza, dove la luce che proviene dall’alto e l’architettura originale nello sfondo, con le sue aperture, presenta ‘contenitori’ intimi dove il visitatore può isolarsi ed emozionarsi al comando virtuale di una gru d'epoca.
 

app (apple store e google play): MuCa
 

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